Sara Montani

Sara Montani si forma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Espone dal 1970. Nota in Italia e all’estero, riceve diverse segnalazioni e premi, tra cui il Premio Arte Mondadori per la Pittura nel 1994 e il Premio Nazionale di Scultura a Spinetoli (AP) nel 2001.
La sua produzione artistica abbraccia una molteplicità di linguaggi e tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dalle installazioni ai libri d’artista, dalla fotografia alla grafica, impiegando i materiali e i supporti più diversi. Presidente e direttore artistico dell’Associazione Culturale Livia e Virgilio Montani svolge attività di formazione, occupandosi in particolare del mondo giovanile e della curatela di mostre ed eventi a carattere socioculturale.
Sue opere sono presenti in diverse collezioni private, pubbliche e istituzioni museali in Italia, Francia, Inghilterra, Belgio, Romania, Svizzera, Germania, Giappone, Stati Uniti, Polonia. Il suo studio si trova in Via Noto 15.

Con uno spicchio di mela, a quattro anni, mi sono affacciata al “mondo dell’arte” facendo un ghirigoro, bellissimo e profumato, sui muri della casa nuova.tratto dall’agenda personale del 1996

Tra il primo spicchio di mela e oggi ci sono decenni, ma hai mantenuto gioia nel fare e freschezza nella ricerca. Cosa tiene vivo in te questo fuoco?

Il lasciare correre sulla tela il pennello, il colore, la china sul foglio andando alla ricerca di un prodigio che non sai come sarà, ma che puoi scorgere se solo ti lasci andare. Dai bambini, negli anni di insegnamento e anche dopo, ho imparato questo: gioire della scoperta, non accontentarmi della regola.

Se questo è ciò che ti muove, i tuoi lavori come nascono?

Non scelgo io il soggetto del mio lavoro. E’ lui che viene da me. È un intimo e continuo interrogarsi, un profondo cercare e cercarsi; all’inizio non so mai bene cosa, ma improvvisamente nel corso del lavoro, tutto si svela, e mi accorgo che lo sapevo bene anche prima.

Si inserisce, quindi, tra le fasi del processo, la dimensione dell’attesa.

Nei momenti in cui aspetti di scoprire cosa succede alla “materia” lasciata libera, lo spazio e il tempo sono occupati dal silenzio. Il saper aspettare quello che succede alla materia è stata la prerogativa di tutta la mia ricerca. Di tutto il mio fare di sempre.

In questo tuo lasciar fare alla materia hai sempre sperimentato moltissime tecniche. Cosa ti ha spinto a spostarti insaziabile da una all’altra anche uscendo dai limiti che queste possono imporre?

Se vuoi capire chi sei, ti misuri continuamente. Seguiti a sperimentare, provare, cercare, nel tentativo incessante di arrivare ad afferrare cosa vuoi. Così, dopo anni di lavoro appassionato, penso di aver raggiunto una libertà mentale dai canoni tradizionali che mi dà sollievo. La regola è indispensabile. Ovunque. Sempre. Ma per cominciare. Aver conquistato questa libertà mi ha permesso approcci inconsueti ai mezzi espressivi.

Dovevo fare qualcosa.

Trovare per loro la mi propria “maniera”,

perché diventassero

g r a n d i.

La carta dei Diritti. Lib(e)ri per giocare, 2015. Sara Montani. Courtesy l’artista.
Sara Montani intende riflettere sul rapporto tra arte e diritti dell’Uomo, «ripensare il ruolo dell’arte nella quotidianità, capace di trasformare l’esistenza: arte come realtà che sa dare significato alla vita».

eventi con Sara Montani:
Via Noto 15, La terra rispondeva con un ruggito fertile
Via Noto 15, L’Ascolto della forma

febbraio 16, 2018