Chiara Sorgato

Chiara Sorgato artista milano ph Adji Dieye
ph Adji Diey. Chiara Sorgato (Padova 1985) è una giovane pittrice. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Nel 2012 è vincitrice della residenza d’artista presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e finalista nella prima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. Partecipa al 14° Premio Cairo. Nel 2014 riceve l’invito da parte di Luca Beatrice a far parte del progetto Imago Mundi della Fondazione Benetton Studi Ricerche con cui esporrà l’anno successivo alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Chiara Sorgato espone dal 2008. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive e le sue opere sono presenti in numerose collezioni. Ad oggi vive e lavora a Milano con studio presso LABO in Via V. Gianferrari 6.

Da dove traggono ispirazione le tue opere pittoriche? C’è qualche artista a cui ti rifai? Raccontaci il tuo processo creativo.

Qualunque idea, così anche quelle che contribuiscono alla genesi dell’opera, sopraggiungono fulminee oppure si sviluppano con pigrizia, ostinandosi a non esplodere. Che un’idea nasca così o colà, ricerca e studio sono parte essenziale del suo sviluppo, poiché oltre all’intuizione, a cui faccio molto affidamento, non posso prescindere dall’approfondimento degli argomenti trattati. Ovviamente mi rifaccio a temi che ritengo non solo a me più vicini, ma anche particolarmente impellenti ed importanti. Sto parlando di politica nelle sue varie sfaccettature, di società, di costume e morale, di religione, di femminismo. Le fonti non possono che essere sia quelle più ufficiali sia quelle diremmo informali, come forum su internet, praterie sconfinate di veemenza perlopiù, utili scoperte circa i cambiamenti umorali e percettivi della società.

Gli artisti che sento più vicini sono tutti quelli che ho in contrato negli anni, amici e non che hanno influito sul mio fare o non fare. Gli altri, quelli a tutti noti, storicizzati, sono le radici di qualunque artista e dal loro lascito non si prescinde, ma altra cosa è la vicinanza.

Che influenza hanno i social network nell’evolversi delle tue immagini? Quale aspetto del contemporaneo ti interessa?

I social network non rivestono particolare importanza nel mio operare, trovo siano particolarmente noiosi. Lo studio del social network è tutt’altro discorso; importante nel mio operare è comprendere non solo come un tale strumento, senz’altro utile nelle sue possibilità, abbia influito sui comportamenti e attitudini sociali, ma anche quali altre mutazioni porterà in avvenire.

Rotola dalla terra piatta, 200×150 cm, olio su tela, 2017. Courtesy l’artista.
“Con i quadri di Chiara Sorgato dobbiamo riprendere in mano gli strumenti dell’iconologia di Ripa e Panofsky, nel senso che il soggetto ci è evidente, ma il suo valore formale lo dobbiamo scoprire con uno studio matto. Nessun messaggio in codice (se non quello artistico) e nessun segreto per iniziati: l’arte della Sorgato parla di noi e della nostra condizione nell’era dell’informazione ipertrofica”.
(cfr. Emanuele Beluffi, Idoli della mente, 2017)

Nelle tue opere, qual’è il ruolo dell’ambiente in rapporto alla figura umana?

L’ambiente e la figura non sono parti separate di un dipinto. La struttura è una solamente e si traduce in un corpus organico, organizzato secondo gerarchie percettive. Nessuno sfondo dunque, ma lo spazio necessario tutto, non possibile d’esser diverso da com’è ma diverso da quadro a quadro poiché duttile alla rappresentazione del trattato.

Grazie mille Chiara.

febbraio 16, 2018